Editoriale

Il calabrone sfida la tempesta

Realismo, coraggio, innovazione, cultura d’impresa. Sono queste le parole chiave che hanno segnato l’inaugurazione dell’anno fieristico 2009-2010, che ha visto il mondo produttivo confrontarsi con i risultati dell’edizione 2009 del Rapporto annuale di Fondazione Fiera Milano.

Riprendendo la fortunata metafora dell’economia italiana che come il “calabrone” vola benissimo, malgrado le leggi dell’aerodinamica dovrebbero impedirglielo, il Rapporto ha seguito passo passo il sistema economico italiano alle prese con la tempesta della crisi: l’indagine, infatti, curata dall’Area Studi, si basa su oltre 85.000 rilevazioni periodiche su espositori e visitatori delle manifestazioni fieristiche di Fiera Milano relative al made in Italy - Arredamento, Moda, Meccanica Strumentale e Turismo (dando vita alla banca dati dell’Osservatorio Economico Territoriale di FFM).

Il quadro emerso mostra una generale flessione della fiducia (self confidence) nell’andamento del proprio mercato e della propria azienda, ma una straordinaria tenuta dell’impegno all’innovazione, nonostante la diminuzione delle risorse dovuta ai cali di fatturato, nonché i primi segnali di fiducia nella ripresa. Risultati importanti per un sistema fatto per oltre l’80% di aziende piccole e piccolissime, moltissime di proprietà familiare, che trae la sua forza dalla rete distrettuale, dall’investimento sulla qualità, dalla capacità di gestire il passaggio generazionale, dalla capacità di confrontarsi col mercato.

Giuseppe Morandini, presidente della Piccola Impresa Confindustria, sottolinea proprio come le piccole imprese, pur soffrendo, abbiano saputo resistere, ma ora non debbano essere lasciate sole. "La piccola impresa crede nel sistema Paese, crede nella ripresa, tifa Italia, ma ha bisogno di avere un’Italia che finalmente le dimostri nei fatti di saper tifare per lei.

Ci vuole una politica che rilanci i consumi e la domanda, servono interventi programmatici con un alleggerimento fiscale delle buste paga". Non solo. Per il presidente della piccola impresa, l'incentivazione della domanda passa attraverso un utilizzo virtuoso degli incentivi statali, a sostegno dei settori che hanno una maggiore ricaduta sul PIL.

Certamente non una politica assistenzialista, bensì una lungimirante e "responsabile" politica industriale; dal canto loro le aziende dovranno darsi obiettivi reali, stimando qual è il livello di assestamento dei mercati.

Il Rapporto conferma l’efficienza del sistema distrettuale italiano, che consente differenziazione dei prodotti, maggiore flessibilità produttiva e esternalità produttiva e commerciale.

E Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda, individua come chiavi di volta dello sviluppo, insieme alla "responsabilità", proprio la "territorialità", la capacità di fare rete. "Nel fare sistema a livello territoriale, nel tenere i piedi saldamente piantati nel nostro territorio, c’è la possibilità, nel momento in cui si uscirà dalla crisi, di essere forse migliori".

Da tutti i partecipanti alla tavola rotonda, un monito: se fino ad oggi il sistema delle piccole e medie imprese ha "resistito", l’anno che verrà sarà ancora più decisivo. Perciò le imprese devono trovare stabilità e nuove opportunità di sviluppo nel sostegno di governo e in un’adeguata politica territoriale.
 

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