Congressi ed Eventi

A Tavola Rotonda con il Governo il punto delle aziende sulla crisi

In occasione di Tavola Rotonda con il Governo, che si è tenuta a Roma lo scorso 26 giugno, Business International - la divisione di Fiera Milano Media che la organizza - ha proposto come base del dibattito un survey ad hoc, che ha messo in luce la percezione della crisi dal punto di vista degli imprenditori, le sue cause e i suoi effetti, nonché gli interventi di politica economica ritenuti prioritari. Il questionario è stato sottoposto all’attenzione di un campione rappresentativo di imprese italiane estratte dai nominativi presenti nel database da Business International composto da 56542 aziende e 193121 nominativi.



Il quadro economico internazionale dei primi mesi del 2012 rimane ancora piuttosto critico, nonostante segnali timidi di ripresa e interventi correttivi dei governi volti a ristabilire condizioni di stabilità sui mercati. Sull’incertezza pesano due determinanti: l’evolvere della crisi del debito sovrano nell’area Euro, da un lato, e un potenziale irrigidimento dell’offerta di petrolio che potrebbe tradursi in una pericolosa spirale inflazionistica.


Dalle risposte raccolte emerge una fotografia di preoccupante immobilità del nostro Paese e un livello di sfiducia piuttosto marcato. Il 66% degli imprenditori dichiara di aver subito gli effetti della crisi, un peggioramento di 8 punti percentuali rispetto a quanto affermato in occasione di un’analoga indagine di Business International del 2009. Tre anni fa il 31% poteva ancora dichiarare condizioni immutate rispetto all’anno precedente, mentre oggi lo fa solo il 21%. Una nota positiva, seppur non eclatante: il 13% sostiene di aver migliorato la propria posizione, a differenza dell’11% del 2009. Nel complesso comunque nel 47% dei casi il fatturato è diminuito nell’ultimo biennio e manager e imprenditori sono meno ottimisti, poiché oltre il 70% del campione ritiene che la crisi avrà ancora effetti di medio-lungo termine sulla propria azienda.


Tra le principali criticità affrontate dalle imprese in questo periodo emergono la diminuzione degli ordini e delle vendite (62%) e l’insolvenza dei clienti (60%), a cui si sommano l’inefficienza della burocrazia (50%), l’aumento del costo del credito (40%) e la difficoltà ad accedervi (39%), l’aumento dei prezzi delle materie prime (29%) e il ritardo nei pagamenti della P.A. (25%). Mentre l’aumento della concorrenza straniera non rappresenta una minaccia significativa: solo il 16% lo indica tra le difficoltà del periodo. I problemi più acuti da risolvere per sbloccare la ripresa sono, dal punto di vista delle aziende, inefficienza della burocrazia, pressione fiscale eccessiva, ritardo dell’infrastruttura telematica del Paese.  Gli imprenditori ritengono sia in primo luogo fondamentale procedere a una riforma della P.A. (77%), e del resto l’OCSE stessa considera la burocrazia una delle prime cause dello svantaggio competitivo italiano, collocando il nostro Paese al penultimo posto in Europa, seguito solo dalla Grecia. Richiedono poi al Governo interventi di natura fiscale, ovvero riduzione della pressione fiscale (68%) e defiscalizzazione degli utili reinvestiti nell’impresa (60%). Per ovviare al problema della scarsa liquidità si desidererebbe anche un nuovo rapporto banca-impresa che valorizzi i progetti imprenditoriali (50%). Vengono ritenuti utili gli incentivi alle imprese e le agevolazioni per l’accesso al credito, ma non sono considerate prioritarie politiche di liberalizzazione e privatizzazione, ritenute importanti solo dal 31% del campione nel primo caso e dal 22% nel secondo. Ma quello che stupisce è la mancanza totale di percezione dell’urgenza di una riforma del mercato del lavoro e per misure previdenziali. E per adeguare il sistema infrastrutturale italiano agli standard europei, la priorità evidenziata dagli imprenditori non riguarda le infrastrutture fisiche, bensì la rete telematica (75%). Dopotutto in Italia il Digital Divide è ancora un problema rilevante e l’attuale Governo ha in effetti inserito l’Agenda Digitale tra le sue priorità anche se la sua attuazione è in ritardo.


Da parte loro gli imprenditori si rivelano tenaci e stanno cercando di reagire alla crisi attraverso nuove strategie di business, mentre non vengono viste come soluzioni primarie la riduzione del personale e l'"aggregazione" a scapito della propria identità imprenditoriale.


Fiera Milano news n.47 – Luglio/Agosto 2012



 

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