Congressi ed EventiA Tavola Rotonda con il Governo il punto delle aziende sulla crisi
In occasione di Tavola Rotonda con il Governo, che si è tenuta a Roma lo scorso 26 giugno, Business International - la divisione di Fiera Milano Media che la organizza - ha proposto come base del dibattito un survey ad hoc, che ha messo in luce la percezione della crisi dal punto di vista degli imprenditori, le sue cause e i suoi effetti, nonché gli interventi di politica economica ritenuti prioritari. Il questionario è stato sottoposto allattenzione di un campione rappresentativo di imprese italiane estratte dai nominativi presenti nel database da Business International composto da 56542 aziende e 193121 nominativi.
Dalle risposte raccolte emerge una fotografia di preoccupante immobilità del nostro Paese e un livello di sfiducia piuttosto marcato. Il 66% degli imprenditori dichiara di aver subito gli effetti della crisi, un peggioramento di 8 punti percentuali rispetto a quanto affermato in occasione di unanaloga indagine di Business International del 2009. Tre anni fa il 31% poteva ancora dichiarare condizioni immutate rispetto allanno precedente, mentre oggi lo fa solo il 21%. Una nota positiva, seppur non eclatante: il 13% sostiene di aver migliorato la propria posizione, a differenza dell11% del 2009. Nel complesso comunque nel 47% dei casi il fatturato è diminuito nellultimo biennio e manager e imprenditori sono meno ottimisti, poiché oltre il 70% del campione ritiene che la crisi avrà ancora effetti di medio-lungo termine sulla propria azienda. Tra le principali criticità affrontate dalle imprese in questo periodo emergono la diminuzione degli ordini e delle vendite (62%) e linsolvenza dei clienti (60%), a cui si sommano linefficienza della burocrazia (50%), laumento del costo del credito (40%) e la difficoltà ad accedervi (39%), laumento dei prezzi delle materie prime (29%) e il ritardo nei pagamenti della P.A. (25%). Mentre laumento della concorrenza straniera non rappresenta una minaccia significativa: solo il 16% lo indica tra le difficoltà del periodo. I problemi più acuti da risolvere per sbloccare la ripresa sono, dal punto di vista delle aziende, inefficienza della burocrazia, pressione fiscale eccessiva, ritardo dellinfrastruttura telematica del Paese. Gli imprenditori ritengono sia in primo luogo fondamentale procedere a una riforma della P.A. (77%), e del resto lOCSE stessa considera la burocrazia una delle prime cause dello svantaggio competitivo italiano, collocando il nostro Paese al penultimo posto in Europa, seguito solo dalla Grecia. Richiedono poi al Governo interventi di natura fiscale, ovvero riduzione della pressione fiscale (68%) e defiscalizzazione degli utili reinvestiti nellimpresa (60%). Per ovviare al problema della scarsa liquidità si desidererebbe anche un nuovo rapporto banca-impresa che valorizzi i progetti imprenditoriali (50%). Vengono ritenuti utili gli incentivi alle imprese e le agevolazioni per laccesso al credito, ma non sono considerate prioritarie politiche di liberalizzazione e privatizzazione, ritenute importanti solo dal 31% del campione nel primo caso e dal 22% nel secondo. Ma quello che stupisce è la mancanza totale di percezione dellurgenza di una riforma del mercato del lavoro e per misure previdenziali. E per adeguare il sistema infrastrutturale italiano agli standard europei, la priorità evidenziata dagli imprenditori non riguarda le infrastrutture fisiche, bensì la rete telematica (75%). Dopotutto in Italia il Digital Divide è ancora un problema rilevante e lattuale Governo ha in effetti inserito lAgenda Digitale tra le sue priorità anche se la sua attuazione è in ritardo.
Fiera Milano news n.47 Luglio/Agosto 2012 |
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